Appunti di botanica e workshop gratuiti

UPDATE: English version now available for download!

In occasione della settimana internazionale del taccuino naturalistico, che si svolgerà dall’1 al 7 giugno 2021, ho preparato una piccola dispensa di appunti botanici di base e una lista di elementi caratteristici delle piante che possono esservi d’aiuto nell’osservazione delle specie botaniche e che potete scaricare gratuitamente ai link riportati in fondo alla pagina.

Sul sito ufficiale della International Nature Journaling Week, nella sezione “Pictures” del programma, troverete anche un workshop gratuito in cui vi illustrerò i passaggi che seguo per creare una pagina nel mio diario botanico.

Spero che questi elementi possano esservi utili e di ispirazione per partecipare alle iniziative previste la prossima settimana e iniziare anche voi un taccuino naturalistico

Vi aspetto la prossima settimana con i prompts, i workshops live e le iniziative che troverete pubblicate sul sito.

Following your many requests I have made an English version of the botanical notes and checklist I mention in the free workshop you can find on the International Nature Journaling Week website (here).

Link scaricabili:

Appunti di botanica. Checklist

Appunti di botanica

English version (free download):

Botanical notes

Botanical notes. Checklist

Lista delle cose da fare

(English version below)

Mi trovo spesso a perdere un sacco di tempo per cercare di incastrare i mille mila progetti ed idee che mi balenano per la testa e a ritrovarmi puntualmente frustrata dopo aver fallito nell’impresa.

La pianificazione non è il mio forte. Nel mio mondo ideale mi piacerebbe essere super organizzata, menu settimanali, tempo da dedicare alla spesa/casa, tempo da dedicare a me, ecc. Ma la realtà è molto diversa! Ogni anno ci riprovo, soprattutto all’inizio dell’anno scolastico, e all’inizio funziona pure, ma dopo qualche tempo i miei piani iniziano a fare acqua da tutte le parti e vengono miseramente abbandonati.  Al di la di tutto però, la cosa di cui mi dispiaccio di più è che in tutto il caos giornaliero, l’unica cosa che poi alla fine viene sacrificata è sempre il tempo che vorrei dedicare ai miei progetti personali.

Pur partendo con le migliori intenzioni, al primo ostacolo il tempo per me viene messo da parte e così anche tutto l’entusiasmo per portare avanti le mie idee.

Perseguitata da questa frustrazione perenne, qualche tempo fa ho letto il libroBig Dreams, Daily Joys di Elise Blaha Cripe, una blogger/crafter/planner americana che seguo ormai da più di 10 anni. Il libro illustra in maniera molto semplice perché è importante pianificare per raggiungere un obiettivo e illustra un modo semplice per farlo in maniera efficace.

Soprassedendo sui dettagli contenuti nel libro, quello che mi ha colpito è la suddivisione dei progetti sul piano temporale e l’utilizzo di liste e sottoliste. Può sembrare un lavoro noioso e un’ulteriore perdita di tempo, ma vi assicuro che da quando ho seguito quest’approccio sono riuscita a fare molto più di quello che credevo possibile.

Questa nuova chiave di lettura mi ha permesso innanzitutto di mettere a fuoco quali sono i progetti che voglio realmente portare a termine.

Mettere su carta tutto quello che mi frulla per la testa mi ha liberato la mente e soprattutto aiutato a fare una scrematura di quello che realisticamente avrei il tempo di fare e cosa no.

La scelta è stata basata su:

  • Motivazione personale. Spesso quelle che sembrano inizialmente idee geniali, dopo un po’ perdono del loro fascino. Consapevole che il tempo che ho a disposizione ogni giorno non è molto, mi sono chiesta se provassi ancora piacere a portare a termine quel determinato progetto, anche se avevo già iniziato a lavorarci. Non c’è cosa peggiore che occupare il poco tempo libero a fare qualcosa che non ci diverte più.
  • Tempi di realizzazione. Questo è l’aspetto che più mi ha aiutata nella pianificazione. Una volta individuati i progetti a cui volevo lavorare li ho suddivisi per scadenza:
    1. Progetti settimanali
    2. Progetti mensili/bimensili
    3. Progetti a medio termine
    4. Progetti a lungo termine

Questo passaggio è stato fondamentale perché oltre a realizzare di non poter portare avanti più di un progetto settimanale alla volta, ha messo in risalto il fatto che, anche per i progetti a medio e lungo termine, l’impegno deve essere più o meno costante per evitare di ritrovarsi vicino alla scadenza con un progetto tutto da lavorare (anche se voglio sottolineare che le scadenze a cui mi riferisco me le sono autoimposte).

Una volta fatti questi passaggi, per ognuno dei progetti identificati, ho fatto una lista degli steps necessari a portare l’opera a compimento.

Vi faccio un esempio concreto. Il mio progetto settimanale è il diario botanico (di cui vi ho parlato qui). Gli steps che ho individuato per portare a termine il progetto sono:

  • Uscire a fare una passeggiata per trovare una pianta da riportare nel diario
  • Fare uno schizzo della pianta a matita
  • Completare con penna/colore
  • Fare una foto
  • Fare un post su instagram

Questi sono i vari passaggi che possono essere fatti tutti in una volta sola, oppure anche separatamente, ovviamente nell’ordine riportato. In questo modo mi è più semplice trovare il tempo per inserire uno di questi singoli step anche in quelle giornate che sembrano piene. E così avendo ben chiaro quali sono le cose che devono essere fatte in sequenza per completare il progetto, non mi sento sopraffatta e soprattutto non perdo tempo a pensare a cosa potrei fare quando mi ritrovo con 15 minuti liberi!

Stesso discorso vale ovviamente per tutti gli altri progetti, soprattutto quelli a lungo termine che danno la percezione di avere ancora tanto tempo a disposizione per poi accorgersi che il tempo è passato e non abbiamo fatto alcun progresso!

Spero che questo approccio possa aiutare anche voi a raggiungere i vostri obbiettivi un passo alla volta, con costanza e senza stress.

I often find myself wasting a lot of time trying to fit the thousands of projects and ideas that flash through my mind and often find myself frustrated after failing the task.

Planning is not my strong point. In my ideal world I would like to be perfectly organized, weekly menus, time allocated to grocery shopping and home chores, me time, etc. But the reality is very different! But I try again every year, especially at the beginning of the school year, and initially it even works, but after some time my plans start leaking and get thrown down the drain. Beyond everything, however, what I regret the most is that between the daily chaos, the only thing that gets cancelled is always the time I would like to dedicate to my personal projects.

Even when starting with the best of intentions, as soon as something unexpected comes up, the me time is set aside and so is all the enthusiasm to carry on with my projects and ideas.

Haunted by this perennial frustration, a while ago I read the book “Big Dreams, Daily Joys” by Elise Blaha Cripe, an American blogger / crafter / planner that I have been following for more than 10 years. The book explains in a very simple way why planning is important to achieve a goal and illustrates a simple way to do it effectively.

Without going into the details of the book, what struck me was the importance of deconstructing each project in terms of time and the use of lists and sublists. It may seem like a tedious job at first and a further waste of time, but I assure you that since I have followed this approach I have been able to do much more than I thought possible.

This new way of seeing a project allowed me, first of all, to select only the ones I really want to work on.

Putting all the ideas in my head on paper also freed my mind and above all helped me to skim what I would realistically have time to do and what not.

The choice was based on:

1) Personal motivation. Often what initially seem like a brilliant idea, after a while it loses its charm. Aware that the time I have available every day is not much, I asked myself if I still felt joy in completing that particular project, even though I had already started working on it. There is nothing worse than taking up the little free time available doing something that no longer please us.

2) Time for completion. This is the planning aspect that has helped me the most. Once I have identified the projects I wanted to work on, I divided them by timescale:

  1. Weekly projects
  2. Monthly / bi-monthly projects
  3. Medium-term projects
  4. Long-term projects

This step was fundamental because in addition to realizing that I cannot carry out more than one weekly project at a time, it highlighted the fact that, even for medium and long-term projects, the commitment must be more or less constant to avoid finding yourself close to the deadline with a project no were near finished (this is important even if the deadlines I am referring to are self-imposed).

Next, for each of the projects identified, I have made a list of the steps necessary to bring the work to completion.

I’ll give you a real example. My weekly project is my botanical perpetual journal (which I’m talking about it here). The steps I have identified to complete the project are:

  • Go for a walk to find a plant to add in the diary
  • Make a pencil sketch of the plant
  • Complete with pen / color
  • Take a picture
  • Make a post on instagram

These steps that can be done all at once, but also separately. Looking at a project as a series of smaller and simple steps make it easier for me to fit one of these tasks in between my daily commitment, even on those days that seem full. And so having clear what are the tasks that must be done in sequence to complete the project, I do not feel overwhelmed and above all I do not waste time thinking about what I could do when I find myself with 15 minutes to spare!

The same goes of course for all the other projects, especially the long-term ones that give the perception of still having a lot of time available only to realize that time has passed and you have not made any progress!

I hope this tips can help you in reaching your goals one step at a time, consistently and without stress.

Diario botanico

(English version below)

Riprendo a scrivere qui dopo tanto tempo per parlarvi del mio diario botanico. Chi mi segue su Instagram, avrà già avuto modo di vedere le mie annotazioni settimanali (#perpetualjournal_mc).

Ma oggi voglio riproporvelo qui, in maniera più completa, per incuriosirvi e spingervi magari ad iniziarne uno tutto vostro.

Quattro anni fa circa, il 3 gennaio 2017 per essere precisi,  ho inaugurato un nuovo taccuino. Iniziare uno sketchbook nuovo ha sempre un qualcosa di magico, le pagine bianche, le aspettative, la pianificazione di cosa ci andrà, di quale sarà lo stile, il soggetto e una serie di problematiche che mi hanno portato nel tempo a lasciare bianca la prima pagina, ma che comunque spariscono non appena il colore si posa sul foglio.

In quell’occasione cercavo un approccio diverso dal solito, qualcosa che lo rendesse omogeneo, ma anche che mi desse anche una certa libertà e soprattutto non fosse troppo impegnativo.  Estasiata dal taccuino di Lara Gastinger, ho seguito il suo esempio e ho organizzato il mio sketchbook in modo da renderlo un diario perpetuo.

Che cos’è un diario perpetuo?

E’ in realtà un semplice taccuino con fogli bianchi che può essere usato per più anni consecutivi, finché ovviamente non finisce lo spazio sul foglio. Su ogni pagina (o ogni due) si inseriscono le settimane senza indicarne il giorno o l’anno (es. 1-7 Gen, 8-15 Gen, etc). Ogni settimana, di ogni anno, si annota sulla pagina corrispondente un appunto, nel mio caso uno schizzo a penna e acquarello di una pianta locale, prendendo nota del giorno, dell’anno, del posto e del nome della pianta. La prima settimana di gennaio dell’anno successivo si riparte aggiungendo una nuova nota nella pagina della settimana corrispondente (1-7 Gen), e così via.

In questo modo si ottiene un diario che spazia su diversi anni; io sono già al quarto anno e al secondo taccuino.

I materiali

Per il mio primo diario botanico ho usato un taccuino Stillman and Birn, serie Zeta formato A5 con copertina rigida. La carta è adatta all’acquarello botanico avendo una superficie molto liscia e una grammatura elevata (270gsm) che si presta anche a stesure di colore diluito.

Avendo a disposizione solo 52 pagine ho deciso di utilizzare una facciata per ogni settimana su cui ho stampato i giorni e il mese utilizzando dei semplici timbrini.

Il secondo taccuino, invece, non avendo avuto la possibilità di acquistarne un altro uguale, l’ho rilegato a mano, utilizzando carta satinata Studio Watercolour della Fabriano (grammatura 300gsm) e utilizzando le stesse dimensioni e numero di pagine di quello Stillman & Birn.

Per gli schizzi normalmente utilizzo una matita Faber-Castell 2H o HB, serie 9000, oppure una Staedtler Mars 2H, una penna nera Staedtler Fineliner da 0.05 mm oppure una Micron da 0.03 mm e acquerelli Winsor&Newton.

La scelta della palette è stata piuttosto casuale, nel senso che avevo già a disposizione un set da viaggio con un numero ridotto di colori; ho deciso quindi di continuare ad utilizzare ciò che avevo.

Difficilmente utilizzo altri materiali; questi sono quelli con cui mi sento più a mio agio e poi perché in questo modo lo stile risulta più compatto; preferisco sperimentare tecniche e materiali su altri taccuini.

Il metodo

Non seguo regole particolari nel riportare le annotazioni; l’unico vincolo che mi sono data è che la specie botanica deve essere ritratta dal vero.

Con un due bimbi relativamente piccoli e un lavoro a tempo pieno, ho imparato col tempo ad approfittare di ogni momento a disposizione per osservare e annotare. Le mie annotazioni settimanali non sono affatto programmate; sono sempre alla ricerca di un soggetto che mi ispiri, ma appena lo trovo mi fermo a prendere appunti sul posto. Altre volte invece, se possibile, ne raccolgo un campione e lo porto a casa o in macchina o in ufficio…dipende dalla situazione.

Per quanto riguarda la composizione delle pagine, questa è una cosa che ho imparato ad apprezzare con il tempo. Il primo anno, avendo a disposizione un solo soggetto, è difficile pensare a come impaginare ogni settimana, ma già dal secondo anno questo aspetto emerge in maniera più evidente. L’accostamento delle forme, dei colori e delle tecniche si fa notare in maniera più marcata e, anche se è qualcosa che non sempre mi riesce, cerco di bilanciare il tutto.

Fonti d’ispirazione

Nella città in cui vivo, le piante spontanee crescono ovunque e il clima mite permette di osservarle durante tutto l’anno. Forme e colori si susseguono con continuità e ogni stagione mostra le sue piante caratteristiche.

Ho imparato in questo modo ad apprezzare anche quelle piante considerate invasive, le cosiddette “erbacce da marciapiede”; ogni pianta nasconde la sua peculiarità e bellezza, basta osservarla da vicino e a volte separarla dal contesto in cui cresce.

Mi piace riguardare di anno in anno le mie annotazioni e ripensare al luogo e al momento; mi piace ricercare i nomi delle piante che osservo e studiarne le caratteristiche. E ogni anno ripercorro e arricchisco questo diario.

Se volete saperne di più vi suggerisco il profilo Instagram di Lara Gastinger @laragastinger e la sua intervista per Kristin Link (http://kristinillustration.com/blog/2017/11/29/lara-call-gastingers-perpetual-journal) in cui vi parla del suo nature journal.

My nature journal

I’m coming back to this space after a long hiatus to introduce you to my botanical journal. If you follow me on Instagram you have probably seen my weekly journal entries (#perpetualjournal_mc).

But today I want to talk about it again here, in more detail, to intrigue you and perhaps inspire you to start your own.

About four years ago, on January 3, 2017 to be precise, I started a new journal. Starting a new sketchbook always has something magical, blank pages, expectations, planning what will go there, what will be the style, the subject and a series of anxieties that have led me over time to leave the first page blank, but which disappear as soon as the colors settle on the sheet.

At that time, I was looking for a different approach, something that would make the journal looks cohesive, but that would also give me a certain freedom and, most of all, that wasn’t too demanding. Inspired by Lara Gastinger’s perpetual journal, I followed her example and organized my sketchbook to make it a perpetual diary.

So, what’s a perpetual journal?

It’s basically a blank journal where you mark each week of the year (1-7 Jan, 8-15 Jan, etc) without entering the day nor the year. Every week, of any given year, you record something on that page (a wildplant related sketch in my case) adding the date and some notes and you keep going this way until you have no more space left on the page. So to speak, on January first of the following year you’ll be adding another entry on the page marked 1-7 Jan, and so on. What you’ll end up with is a journal covering several years. I’m on year four now and on my second journal.

It’s a nice way to make the habit of recording nature every week without feeling bad if you miss a week!

Materials

For my first perpetual journal I used an A5 Stillman and Birn zeta series sketchbook with a hard cover. The paper is smooth and heavy, suitable for botanical work.

Because the sketch book has 52 pages, I decided to use one side for each week. Each side has been stamped with the days and month.

For my second sketchbook, I couldn’t get a Stillman & Birn, so I made my own journal using hot pressed Studio Watercolour paper by Fabriano and following the size and number of pages of my previous journal.

For sketching I have been using mainly a 2H or HB pencil from Faber-Castell 9000 or a 2H Staedler Mars, a black 0.05mm Staedler fineliner or a 0.03mm Micron pen and Winsor&Newton artists’ watercolours. The colour palette I use was not really by choice; when I started my first journal, I was using a handmade palette as part of my travel kit and decided to keep using what was available back then.

I tend not to use anything else, as I feel much confident with the tools above and the overall style looks more cohesive.

Process

I don’t follow specific rules on my diary, as long as the subject is drawn from real life.

Between work and family, I’ve learned with time to take advantage of any given moment to observe and record. My weekly entries are not scheduled; I’m always looking for something inspiring and when I find it, I either take notes on the spot or, if alloed, I take a sample and bring it home, or in the car, or to the office…depending on the situation.

Page composition has also become an important aspect of the journal. The first year was not an issue, as I only had one subject to deal with. But now that I’m on year four the layout on each spread is something I try to take into consideration.

Inspirations

In my city, wildflowers grow everywhere and at any time of year; every season has something new and intersting to offer.

I’ve learned to consider weeds as wildflowers, especially everything that grows on sidewalks becomes interesting and beautiful in its own way.

I love looking at my entries from the past year and think about the time and place it was taken; I love finding the name of the plants and studying everything about them. And every year I add something new.

If you want to know more about how to start a perpetual journal and get weekly inspiration, make sure to follow Lara Gastinger on IG (@laragastinger) and read her interview on Kristin Link website (http://kristinillustration.com/blog/2017/11/29/lara-call-gastingers-perpetual-journal)

September

Settembre, mese di buoni propositi e grandi piani per l’autunno. Dopo Gennaio è il mese in cui mi concedo il lusso di sognare ad occhi aperti, pianificare, organizzare. L’inizio della scuola, il cambio di stagione, il ritorno alla tanto odiata routine che dopo tre mesi di caos e assenza di regole sembra l’unica cosa che possa riportare un senso alle giornate. Eppure è un mese che porta un po’ di malinconia, le vacanze finite, le giornate che si accorciano e il ritorno ad una normalità che mette un po’ di tristezza.
Quest’estate è stata atipica per noi, tanto lavoro, poche vacanze passate insieme, ma tanti piccoli e piacevoli ricordi che tra un po’ prenderanno il sopravvento e faranno sembrare sciocchezze la stanchezza, gli impegni, gli imprevisti della stagione quasi passata.
E così, a fatica, riparto da Settembre per riprendere in mano la mia vita creativa sepolta tra lavoro e famiglia, ma tanto necessaria alla mia esistenza. Riprendo in mano il blog, i piccoli impegni settimanali e alcune delle mille idee che mi sono frullate per la testa durante il periodo estivo.
Pochi progetti in vista, ma buoni e raggiungibili, che spero di condividere presto su questo spazio tutto mio.
Buon inizio!

September, time for daydreaming, planning, organizing, making plans for autumn. The beginning of the school year, the change of season, going back to the so hated daily routine after months of chaos and days with no rules it seems the only thing that can give a meaning to our day. But that’s the month where I feel a little melancholy, the end of the holidays, shorter days and going back to a new normal that’s not as exciting as summer time.
It has been a strange summer for our family, lots of work, few days spent together, but little sweet memories that will overshadow everything else, and the tiredness, the committments and unforseen events will soon be just a distant memory.
I’m starting again this September to look after my neglected, but so necessary creative life, trying to fit it in between a full time job and family life. I’ll start writing on the blog again, carry on small weekly project and taking on a few of the thousands of ideas I had over summer.
A few achievable projects I hope to share with you soon on this space.
Happy beginning!

Opening soon!

My new website is going through some final adjustments and hopefully it will be ready by September 1st. I’m saying it out loud because I’ve been working on it on and off for the past couple of years, but never hit the “publish” button…so I finally took a different approach and decided to go live before it was ready; this will give me the kick I need to get things done properly.

See you in September!